Il suono del Sole

Nel sistema solare, la composizione dei gas espulsi dalla corona, e in particolare dai buchi coronali, è identica alla composizione della maggior parte delle stelle: 73% idrogeno e 25% elio, con il resto formato da tracce di elementi più pesanti, e sono fortemente ionizzati.
La corona è l'atmosfera esterna del Sole e si estende nello spazio per milioni di chilometri dal disco solare visibile ed è ancora molto calda e risente fortemente dell'attrazione gravitazionale.
Tuttavia la parte più esterna è soggetta a una forza di gravità minore e una parte del materiale solare riesce a sfuggire nello spazio interstellare come flusso di particelle. Per esempio vicino alla Terra la velocità di questo vento solare può variare da 200 a 900 km/s.

Il Sole perde circa 800 kg di materiale al secondo eiettandolo sotto forma di vento solare, ma rispetto alla massa del Sole questa perdita è del tutto insignificante.
Il Sole emette sia particelle non ionizzanti che onde ionizzanti ad altissima frequenza ed energia come i raggi X e i più energetici e letali raggi γ (gamma).
Sebbene ci siano ancora dei misteri da svelare, i raggi γ provenienti dal Sole sono derivati dalla riflessione dei raggi cosmici diretti verso la nostra stella, perché i raggi γ prodotti nel nucleo solare si degradano a radiazione di maggior lunghezza d'onda durante il trasferimentro nello spesso e stabile strato radiativo interno al Sole. Al contrario dei raggi X, i raggi γ aumentano nel periodo in cui si raggiunge il picco minimo del ciclo solare.


La superficie del Sole vibra secondo schemi molto regolari, esattamente come la pelle di un tamburo.

Il Sole è soggetto ad un periodo di rotazione differenziale.


Il Sole non è un corpo solido, pertanto è soggetto ad un periodo di rotazione differenziale dove le diverse parti della superficie ruotano a velocità diverse.
Per esempio l'equatore ruota più velocemente dei poli, pertanto il periodo di rotazione delle fotosfera diminuisce procedendo dalle regioni polari del Sole, da circa 35 giorni ai 27 verso l’equatore.
La rotazione differenziale porta ad una distorsione delle linee di campo magnetico nel tempo, che raggiunto un livello critico formano le macchie solari, esse sono la controparte visibile di tubi di flusso magnetico che nella zona convettiva del Sole vengono "arrotolati" dalla rotazione differenziale.
Se lo stress su questi tubi supera un certo limite, rimbalzano come elastici e "forano" la superficie solare.
Quando nella fotosfera non è visibile nessuna macchia solare non significa che anche la corona è inattiva, dal fenomeno della riconnessione magnetica sono sempre presenti una moltitudine di micro-flares. Quando si parla di micro-flares per 'micro' s'intende rispetto al resto del Sole e le sue attività visibili. Nella nostra dimensione a cui siamo abituati i micro-flares sono circa della grandezza della Terra, nella loro vita di 5 minuti ciascuno rilasciano l'energia di 10 milioni di bombe H.

Come nei "loop coronali" più potenti che originano le macchie solari, anche qui le onde di pressione sonica si propagano lungo i tubi di flusso magnetico che risuonano come le canne di un organo, l'effetto nell'insieme è molto simile alla vibrazione di un accordo di una chitarra.
Il campo magnetico nella corona, essendo soggetto a costanti riconnessioni per adattarsi al movimento di questo "tappeto magnetico", provoca un rombo continuo.
Le continue esplosioni provocano onde acustiche estremamente potenti che urtando gli archi coronali a velocità di decine di chilometri al secondo, creano una musica cosmica piuttosto monotona simile al ronzio magnetico del monolito nero nella pellicola di Stanley Kubrick.
Da terra non possiamo udire questi suoni per diverse ragioni: decadono nell'arco di un'ora dissipandosi nella caldissima corona, hanno una frequenza di un millesimo di Hz, e infine tra i Sole e la Terra non esiste un mezzo materiale idoneo che li possa propagare.
Tuttavia se si analizza le vibrazioni per mezzo di strumenti ottici e con un po' di elaborazioni si adattano i dati all'udito umano, si possono riprodurre i suoni corrispondenti.
Il risultato sorprendente è: il suono del Sole.