Evoluzione dei tasti

Il primo tasto monodirezionale commerciale a leva verticale, fu costruito nel 1844 ed era stato lo strumento iniziale per trasmettere in codice morse. Ancora oggi viene usato dai radioamatori, soprattutto da chi si avvicina per la prima volta alla telegrafia.

Tasto verticale

Nel corso del tempo la tecnica di manipolazione si evolve e per diminuire il numero dei movimenti della mano e del polso e quindi far risultare una manipolazione meno faticosa nei lunghi periodi di trasmissione e prevenire o mitigare la sindrome del tunnel carpale, la paralisi del telegrafista, dal tasto con leva a movimento verticale si è passati a quello orizzontale e il pomello sulla leva ha assunto la forma di una paletta. L'archetipo di questa tipologia di tasto e la sua particolare manipolazione, precursore del bug semiautomatico, fu il sideswiper, il cosiddetto tasto a doppia velocità per il suo movimento bidirezionale o a doppia azione, costruito e brevettato nel 1888 da J.Bunnel.

Sideswiper

In seguito si crearono meccanismi semiautomatici a pendolo, i famosi bug semiautomatici, sempre dotati di singola paletta. Il primo bug semiautomatico VIBROPLEX fece la sua comparsa nel 1904 . Ancora oggi è molto suggestivo vedere questi gioielli della meccanica all'opera. Tuttavia i bug semiautomatici avevano una limitazione nella meccanica, non si potevano raggiungere velocità superiori a 40 WPM, per cui la necessità di passare a sistemi ibridi, ossia la meccanica coadiuvata dall'elettronica.

Bug semiautomatico

I keyer elettronici

Per superare i limiti di velocità dei bug semiautomatici, si sono studiati appositi keyer elettronici con i quali, a differenza di tutti gli altri sistemi meccanici manuali, la trasmissione del codice morse viene eseguita in modo perfetto. In una prima fase questi dispositivi vennero implementati di manipolazione Ultimatic e poi di quella Iambic che attualmente è la più popolare. In entrambi i sistemi però la modalità squeeze è sfruttabile solo con i tasti a doppia leva o twin paddle.

Keyer elettronico

Paddle iambic

Paddle single lever

Naturalmente ai keyer elettronici possono essere collegati anche i tasti a singola leva o mono paddle, ed anche i sideswiper, se mediante un attuatore si potesse separare il collegamento elettrico dei due contatti bidirezionali fissi.
Nella modalità Iambic, quando si premono o strizzano (squeeze) entrambe le palette di un paddle iambic, il keyer elettronico fornisce una sequenza alternata di punti e linee o viceversa a seconda che si preme rispettivamente prima la paletta di sinistra o quella di destra, se si è ovviamente destrorsi. Questa tecnica risulta comoda nella trasmissione di caratteri formati da punti e linee alternati come per esempio la "C," la "K", il punto e alcuni altri.
Un tasto a singola leva non può essere strizzato, ed anche se si può tentare di simularne l'effetto il risultato non è della stessa efficacia. Di fatto lo squeeze diminuisce il numero dei movimenti della mano e da questo punto di vista è più efficiente e riposante.
Il sistema Iambic prevede due modalità la "A" e la "B", la differenza è nel sistema di rilascio delle paddles durante lo squeeze.
Nella modalità "B" viene anticipato, durante il rilascio, il segno opposto dell'ultima nota trasmessa, per esempio quando si trasmette il carattere C "TA TI TA TI", si rilasciano le palette appena si ode la TA evidenziata in nero.
Nella modalità "A" questo anticipo non è previsto.

Lo (squeeze) è anche una tecnica di manipolazione comoda e discreta per raggiungere le alte velocità, tuttavia non è la più efficace.
Alle altissime velocità si tende ad abbandonare lo squeeze per orientarsi ai paddle a singola leva con i quali si riesce a ottenere un miglior sincronismo ritmico nella pressione delle dita sul paddle.

Epilogo

Tralasciando il tasto verticale, il primo con cui si inizia a studiare il codice Morse, la differenza di manipolazionene tra un sideswiper, un bug semiautomatico, un paddle a singola leva e un paddle iambic, si evidenzia proprio dal modo con cui si va a sbattere le dita sulle palette.
Nel sideswiper la pressione sulla singola pala viene esercitata dal movimento rotatorio del polso, il risultato è di una manipolazione che ha enfasi, meno evidente nel bug semiautomatico e ancora meno nel paddle a singola leva.
I minor movimenti di pressione in assoluto che si possono esercitare con le dita sulle palette sono possibili con l'unico tasto che può realizzare la modalità squeeze ossia il paddle iambic che rende anche poco percettibile il rumore meccanico prodotto.
Tuttavia è l'interfaccia squeeze a renderci meno coinvolti nella manipolazione, proprio nel momento in cui ci si affida ai suoi artifici.


Se nel paddle a singola leva la causa tipica di affaticamento nella manipolazione è da ricercare nell'enfasi dei movimenti, il limite del paddle iambic è nel suo punto di forza, lo squeeze, che si ritorce contro alle altissime velocità.

A livello professionale la scelta del bug fu necessaria per risolvere l'epicondilalgia e l'aumento della velocità di trasmissione per essere più produttivi e quindi maggiormente rimunerati.
La stessa logica oggi dovrebbe portare alla scelta del manipolatore elettronico abbinato ad un tasto a singola leva, la naturale evoluzione del bug.

A livello dilettantistico però non ci sono necessità economiche per cui l'operatore è libero di decidere la scelta del tasto a lui più congeniale.
Non è da sottovalutare che a livello radioamatoriale è presente anche una componente nostalgica, difatti si trovano ancora molti estimatori dei tasti verticali.

Tuttavia, al di la dei gusti personali, un buon manipolatore elettronico permette di essere regolato fino a velocità di 70 WPM, diventa ovvio che utilizzare un tasto preciso, privo di rimbalzi e stabile, certamente ne facilita la finalità.

Il modo di come si esercita la pressione sulle palette, al di la della tecnica in se, è anche un discorso personale, dipendente dal complesso di doti psicofisiche che distinguono una persona dall'altra.
Indipendentemente dalla tecnica di manipolazione e quindi dal tipo di tasto utilizzato, chi preferisce enfatizzare la propria digitazione sulle palette risulta meccanicamente più rumoroso, chi invece è più discreto risulta meno rumoroso.
Il paddle a singola leva abbinato ai keyer elettronici ha il vantaggio di rendere una sensazione di sincronizzazione tattile al ritmo del codice Morse eccellente, anche alle altissime velocità.
Nonostante le pressioni su una singola leva risultano più numerose rispetto al paddle iambic, il maggior coinvolgimento fisico, a livello del ritmo del codice, ne fa instaurare un legame emotivo più intenso, tanto che l'operatore può far trasparire il proprio stato d'animo.
Una persona insicura potrebbe preferire il paddle iambic che interpone un ulteriore interfaccia, lo squeeze, facendolo salire ad un livello di maggiore distacco emotivo.
In ogni caso, il keyer elettronico entra nel merito di qualità della manipolazione finale.