Flusso solare

Nella parte più interna del Sole vi è un enorme reattore a fusione nucleare che libera fotoni gamma. Come questa luce ad altissima energia si fa strada verso la superficie solare, la sua lunghezza d'onda viene allungata, o tesa alle lunghezze d'onda radio, diventando la radiazione di fondo del Sole, alla quale è stato dato il nome di flusso solare.
Il flusso solare è misurato a 2800 MHz (λ=10.7 cm) e viene chiamato indice F10.7. É una frequenza generalmente non influenzata dai brillamenti solari e una in cui la nostra atmosfera è molto trasparente, pertanto permette una eccellente misura della radiazione ionizzante proveniente dal Sole ed è un indicatore della densità elettronica della ionosfera terrestre. Maggiore sarà il flusso solare maggiore sarà anche questa densità elettronica e più riflettente sarà la nostra ionosfera ai segnali HF, di conseguenza maggiore sarà la massima frequenza utilizzabile (MUF).

L’Unità di Flusso Solare (SFU) è uguale a 10-22 W⋅m-2 ⋅ Hz-1.

Il flusso solare sarà basso durante il Sole calmo e risulterà alto durante il Sole attivo.
I valori più bassi osservati di flusso solare sono di solito 65-67 unità mentre in corrispondenza di un massimo solare si possono superare i 200. Attualmente il flusso radio è di 69 unità, un valore molto basso.
Occasionalmente, se un grande brillamento solare aumenterà il flusso solare a 2800 MHz, questo evento verrà segnalato come un ten-flare o “brillamento dieci”, indicando con questo che il valore di F10.7 cm è stato contaminato da un brillamento solare. La maggior parte delle persone ignorano l'elevato flusso solare di un ten-flare. Tuttavia, indica che la Terra è stata esposta ad un aumento di radiazioni ionizzanti, portando i nostri strati E ed F al di sopra della ionizzazione generata dal normale flusso solare.

Suggerimento
Diverse ore dopo un brillamento solare o un evento ten-flare, i radioamatori dovrebbero controllare le bande più alte per le possibili aperture, a causa della ionizzazione potenziata dello strato E ed F che può aumentare temporaneamente la massima frequenza utilizzabile (MUF).